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Fiorella Farinelli
Esperta di problemi scolastici e formativi. Fino all'agosto 2008 è stata direttore Studi e Programmazione del ministero della Pubblica Istruzione. E' stata insegnante di scuola secondaria superiore, sindacalista Cgil nel campo dell'istruzione e della formazione professionale dei lavoratori, assessore all'educazione e alle politiche giovanili del Comune di Roma, ricercatrice Isfol. Ha pubblicato studi sui percorsi tra studio e lavoro, l'insuccesso scolastico e formativo, l'orientamento, i centri per l'impiego. E' presidente del Comitato Scientifico della Scuola superiore della Pubblica Amministrazione Locale.
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Scuola media, l'"anello debole" del sistema scolastico
La scuola media è un incubatore di disuguaglianze destinate a esplodere. Occorre rivederne metodi e obiettivi
Diamo una Chance alla pubblica istruzione
Chi è e cosa può fare Marco Rossi Doria, neosottosegretario all'Istruzione del governo Monti. Per voltare pagina, e non solo rispetto a Berlusconi-Gelmini
L'isola dei ragazzi persi dalla scuola
"Insegnare al principe di Danimarca", di Carla Melazzini. In un libro le storie di formazione dei ragazzi incontrati nella "non scuola" del progetto Chance a Napoli
Apprendista e precario
Una buona legge sull'apprendistato era attesa da decenni. Dopo un primo momento di soddisfazione generale sono emerse tutte le lacune
Giovani promesse da mantenere
I minori stranieri sono ormai 900mila, più della metà dei quali nati in Italia. Le politiche da fare perché l'unica risorsa nuova che abbiamo sia davvero una risorsa
Se la politica riparte dalle città
Un convegno a Roma su povertà urbana, crisi, coesione sociale. Il 12 marzo
Quattro salti in pagella. I dati dell'Ocse
I dati Ocse-Pisa hanno mostrato un lieve miglioramento dei quindicenni italiani, e dato il via a un'indecente corsa della politica ad attribuirsene i meriti
I voti della generazione 2
Finito il chiasso sulla regola ambigua del 30 per cento, dei figli degli immigrati a scuola non si parla quasi più. E invece si dovrebbe parlare molto: di rendimento, criteri, strategie, risorse. A partire dai dati sui voti e sulle carriere scolastiche, che suonano un allarme sul quale si può ancora intervenire
Se la politica scopre il precario
In molti saltano sul carro dei precari, Gelmini tira dritto. Ma come affrontare il moloch dei 240.000 insegnanti in lista d'attesa?
Il business e il busillis del permesso a punti
Mentre alcune scuole private partono a caccia dei nuovi allievi di italiano "lingua 2", lo stato non fa niente per permettere agli stranieri di conquistarsi i preziosi punti
Prof e buoi dei paesi tuoi
Insegnanti regionali doc, e test di dialetto per prendere la cattedra. La Lega si scatena sulla scuola, anche Gelmini annuncia graduatorie regionali. Eppure sono le scuole del Nord, piene di insegnanti che vengono dal Sud, le migliori nei test internazionali. E i numeri sui trasferimenti smentiscono gli allarmi
Gli stranieri a punti a scuola d'italiano
Fiore all'occhiello della Lega trionfante, arriva il "permesso a punti". Un percorso a ostacoli per restare in Italia. Tra i principali, la conoscenza della lingua, al cui insegnamento però si tagliano i fondi. Ma proprio sulla base del permesso a punti si può esigere dalla politica centrale e locale un investimento sui corsi per gli immigrati
Da Gentile a Gelmini, e ritorno
Scuole superiori: non è una riforma, è un aggiustamento dell'esistente. Resta il buco nero delle medie, resta la gerarchia tra licei, tecnici e professionali, si archivia la società della conoscenza, si accentua il rischio che a 14 anni già tutti i giochi si chiudano. Mentre dovrebbero aprirsi, per il futuro del paese
Apprendisti e stregoni al lavoro
Sono 126mila i quindicenni né-né, fuori da scuola e lavoro. Per maggioranza e governo la soluzione è semplice: vadano a lavorare, con contratti di apprendistato, e addio all'innalzamento dell'obbligo scolastico. Una ricetta irrealistica e retrograda. Ma che non si combatte continuando a mettere steccati tra scuola e lavoro
Trenta per cento: Gelmini sbaglia i conti
L'annuncio, la necessaria correzione, il pattinaggio amministrativo. Ma il messaggio del tetto del 30% agli stranieri in classe è chiaro: quelle ragazze e quei ragazzi sono un problema, un danno da ridurre. Così si ignorano i numeri reali, si calpestano le esperienze concrete e autonome delle scuole, e si impone un modello di società chiusa
Scuola statale, supplente regionale
Con la norma "salvaprecari" i supplenti licenziati vengono messi, di fatto, a carico delle Regioni. Che dovranno scegliere se destinare parte del Fondo Sociale Europeo per ammortizzare i tagli della politica scolastica. Uno scempio istituzionale, alla faccia dei proclami sul federalismo, che non tutela chi ha perso il lavoro ma impedisce il buon uso dei fondi europei
Scuola, uno su cinque non ce la fa
Aumentano le bocciature. Ma i numeri della nostra scuola ci dicono che gli "early leavers" erano già il 20,6% del totale: più del doppio della soglia di Lisbona.
La scuola di Daria e la legge del 6
Un caso di cronaca costringe Gelmini a riaffermare l'ovvio: tutti hanno diritto all'istruzione, a prescindere dal permesso di soggiorno. Ma tanti altri rischiano, tra i 600.000 ragazzi stranieri nelle nostre scuole: principali vittime della nuova regola che impone il 6 in tutte le materie per superare l'anno ed essere ammessi agli esami di Stato
Stranieri e sicurezza. Sul lavoro
Un opuscolo in italiano, al primo giorno di lavoro. Oppure solo i tappi per le orecchie, e via nel reparto. La sicurezza in fabbrica raccontata dagli immigrati
Il miracolo di Maria Stella
Voleva tornare alla scuola con il maestro unico e le lezioni solo al mattino, invece ha rilanciato le domande al tempo pieno. Che adesso sfonda anche al Sud: più 35%. Per accontentare davvero la libera scelta delle famiglie, servirebbero 10.000 insegnanti in più. Invece, ci aggiorna il ministero, ne avremo 37.100 in meno
Perché Mariastella Gelmini sta perdendo
Una buona notizia per la materna, mezza buona notizia per le elementari, rinvio per le superiori. Il ministro si piega alla realtà. Ma tanto resta ancora da fare
Stranieri, la classe degli ignoranti
Una proposta regressiva, che ignora precedenti nefasti e dati di realtà. A partire da questo: il 72% dei bambini stranieri iscritti alla scuola dell'infanzia è nato in Italia
La lunghissima corsa dalla scuola al lavoro
E dopo il maestro unico, cosa aspetta gli studenti, "esploratori senza bussole"? Un'analisi del passaggio dall'istruzione al lavoro, a partire dai dati di Excelsior 2008
Il taglio dell'istruzione
Quarantamila maestre in meno in tre anni. Cominciando dalle elementari, il governo imbocca la via più semplice, tra ragioni di cassa e nostalgie del bel tempo che fu. Analisi delle premesse e dei dati del piano scuola. Per contrastare il quale, non basteranno gli scioperi. Servirebbero proposte sensate, capaci di correggere sul tavolo del negoziato gli errori che stanno mandando al macero la scuola primaria
Stranieri a scuola, seconda generazione
Il 72% degli iscritti "stranieri" ai nidi è nato in Italia. La stretta italiana sull'immigrazione e le attese degli immigrati sull'istruzione alla prova dei fatti