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Le Fortune delle banche

18/07/2009

Anni e anni passati ad annaffiare il nobile fiore del cattocomunismo – o solo catto, o solo comunismo – che ci imponeva di pensare a “chi sta peggio di noi”. E dunque notti insonni e compassionevoli pensieri per i Profumo, per i Passera, le loro banche in crisi, la loro fine tra i debiti e il loro mesto rotolare tra i meno abbienti.
Fino al dolore della perdita.
Fino alle lacrime della privazione.
Fino a che abbiamo visto la classifica di Fortune, con Unicredit al 58°posto delle aziende mondiali e 5.872 milioni di dollari di utili. E Intesa Sanpaolo al posto 137, con 3.737 milioni di dollari di utili.
Fino a quando saremo così scemi, dunque?

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Commenti

esatto

E' proprio così come dici tu. Da quasi un anno leggo tutti gli interventi ed i documenti economici del PD (varie correnti) e della sinistra (varie scissioni): ce ne fosse uno-dico-uno che pone all'ordine del giorno il tema delle banche. Ho scritto un libretto (http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=248710) l'ho fatto girare e leggere a molti. Tutti che apprezzano ma sul tema delle banche mi dicono "non ho la competenza per giudicare". Quando tra qualche mese il governo taglierà ulterioriormente la spesa sociale per ridurre lo spaventoso deficit creato dal salvataggio delle banche, e quando tra un anno l'inflazione tornerà sopra il 7/8% (con una disoccupazione al 9%) allora forse qualcuno si ricorderà che dobbiamo ringraziare i signori Profumo e Passera ed i loro stipendi da 20-30 milioni l'anno. Possibile che non riusciamo a farlo capire ora? Vai avanti, sono con te.