Mario Pianta è professore di Politica economica all'Università di Urbino ed è stato fellow alla Columbia University, all'European University Institute, alla London School of Economics e all'Université Sorbonne. L'ultimo libro di cui è co-autore è "Innovazione tecnologica e sviluppo industriale nel secondo dopoguerra" (Laterza, 2007).
Il “patto fiscale” di Bruxelles impone a tutta Europa la “dottrina tedesca” dell’austerità. La vittoria di Merkel è una sconfitta per Monti e per l’Europa. Per rispettare gli impegni su debito e deficit, l’Italia dovrebbe ridurre di un sesto la spesa pubblica: una politica che devasterebbe l’economia e la società, e porterebbe a una grande depressione
La speculazione attacca anche il fronte orientale dei paesi fuori dalla moneta comune. E poi c'è l'euro sotto tiro e i bilanci delle banche in rosso
Christine Lagarde si è spaventata: la finanza corre verso l’abisso, la recessione avanza, gli stati sono al si salvi chi può, la politica non capisce e non decide. Ma l’alternativa al ritorno di una depressione stile agli anni trenta ci sarebbe
L'obiettivo era ottenere la fiducia del Senato e quella virtuale dei mercati. Sulla prima non c'è dubbio, sulla seconda si vedrà. Ma sulla capacità concreta di affrontare i nodi della crisi, c'è molto da preoccuparsi
Ridimensionare la finanza, riprendere il controllo dell’economia, praticare la democrazia: sono tre correzioni di rotta che servono all’Europa emerse dalle proteste del 15 ottobre e nel dibattito sulla “rotta d’Europa” aperto da Sbilanciamoci.info e il manifesto, ripreso da OpenDemocracy
Un "manifesto per risollevare l'Europa" sul quotidiano di Confindustria propone governo economico europeo, eurobond, una Bce modello Fed e un mercato unico per il credito. Una discussione da iniziare. E un segnale di cambiamento?
Il nuovo numero di Micromega è dedicato al “programma dell’Altraitalia”. Anticipiamo qui la parte finale dell’articolo “Un programma per l’economia”: come fare i conti col debito, come cambiare la spesa pubblica e il fisco, come ridurre le disuguaglianze in Italia
A 50 anni dalla prima marcia Perugia-Assisi e a 14 dalla marcia "per un'economia di giustizia", i pacifisti saranno di nuovo in cammino il 25 settembre 2011. Nel mezzo della crisi europea. È l'occasione per rileggere l'appello di 14 anni fa, le cose non fatte allora, e urgentissime adesso
Le borse crollano, Bruxelles cerca rimedi, l’Italia si trova con un “governo tecnico sopranazionale” e un programma ultraliberista che nessuno ha discusso. Dov’è finita la democrazia?
Il primitivo progetto di unione economica, monetaria, sociale e politica dell’Europa è subito incorso nella trappola del neoliberismo. Ben presto si è capito che l’obiettivo dei poteri forti era quello di far arretrare il lavoro e aumentare profitti e rendite finanziarie
Crolli ed emergenze globali, nel vuoto della politica. La finanza non deve essere rassicurata, ma messa in condizioni di non nuocere. Ecco come, in quattro semplici mosse
La manovra di Tremonti è fatta per un io individualista, proprietario e profittatore. I referendum hanno invece spinto per un noi fatto di legami sociali e reciprocità. Un libro di Roberta Carlini racconta le resistenze al ventennio liberista
"Ritorno di Fiom", un libro di Gabriele Polo sulle scelte dei metalmeccanici della Cgil dal '94 a oggi (ed. manifestolibri)
Il programma della seconda edizione del Salone dell'editoria sociale. Una lezione di Saskia Sassen, il libro di Arrighi, il volume "Dopo la crisi". E molto altro
Le proporzioni della crisi greca sono modeste in rapporto all'economia europea. Ma i tempi della finanza non coincidono con quelli della politica: in attesa delle elezioni tedesche, si è aperta una finestra speculativa "perfetta" per rovinare un paese e contagiare gli altri. Mentre l'Europa non riesce a liberarsi dall'ideologia che ha portato alla grande recessione
Il decennio si chiude in perdita per redditi delle famiglie, pensioni, posti di lavoro. Cosa non fare più, e cosa fare, all'alba degli anni Dieci?
La crisi lascerà un'economia reale più povera e polarizzata. Ma le alternative ci sono: le politiche industriali e per l'innovazione vanno reinventate
C'è chi usa la crisi per rafforzare il potere nell'impresa. E chi cerca vie alternative. Ma per condizionare la strategia delle imprese non basta entrare nel board
In edicola il nuovo Atlante di Le Monde Diplomatique-Il Manifesto. Carte, grafici e mappe per capire come cambia l'economia dall'egemonia occidentale al policentrismo
Vie d'uscita dalla crisi: all'Europa le politiche strutturali per una crescita di qualità, finanziate con l'emissione di titoli europei; agli stati la spesa sociale
La discussione sui "titoli tossici", i processi agli economisti a Trento, libri e dibattiti. La scienza economica prova a tornare con i piedi per terra
Meno Stato, più dirigismo. Meno concorrenza, più liberismo. Una lettura della politica economica del governo, ovvero: come salvare i privilegi quando l'economia declina