Ha lavorato per molti anni nell'industria (gruppo Iri,Olivetti, movimento cooperativo); attualmente consulente aziendale e docente di finanza aziendale presso l'Università di Urbino; tra le sue pubblicazioni si segnalano "Storia della finanza d'impresa", Utet Libreria, Torino, 2002 e "L'ultima crisi: la Fiat tra mercato e finanza", Ancora del Mediterraneo, Napoli, 2005.
Prima società italiana in fatturato e utili, lavora in 77 paesi e ha alle dipendenze un esercito multinazionale di mercenari. La sua politica estera, al momento, ha gli stessi confini di quella di Berlusconi: si rafforzano le relazioni con Libia, Kazakhstan, Russia. Mentre l'Unione europea minaccia azioni antitrust
Fattori geologici, tecnologici e geopolitici cambiano i confini del grande business in cui nuota l'Eni. Cambia poco però il suo impatto ambientale. Le trasformazioni in atto nel settore, le nuove strategie delle multinazionali, l'ìmpatto della crisi
Una breve parentesi di storia nella serie "grandi imprese". Una rassegna che si propone di aiutare a capire com'è fatto il nostro sistema imprenditoriale, deve prendere in considerazione, oltre a quello che esiste, anche quello che non c’è più. L'Olivetti, per esempio
Finmeccanica è oggi la più importante impresa industriale italiana dopo la Fiat. Il suo business, triplicato dal 2000 al 2009, è concentrato al 75% nel settore militare. Società a controllo pubblico, quotata in borsa, è all'ottavo posto tra i produttori mondiali di armamenti. Produce solo il 30% del fatturato in Italia, il 23% negli Stati Uniti
Seconda parte dell'analisi sulla Fiat. Il declino della famiglia, la lontananza da Roma. "Non chiediamo niente alla politica", è il nuovo motto. Dal canto suo, la politica non chiede niente alla Fiat. Né mette in campo azioni di politica industriale che sarebbero utili al paese, a partire da innovazione e trasporti di massa
Il calo della produzione in Italia, le ultime mosse, le alleanze, i posti di lavoro al rischio. E il nodo dell'Alfa ancora da sciogliere. La situazione della multinazionale italiana dell'auto, e il suo ruolo a livello mondiale all'interno di un settore che è stato definito "un progetto di job creation finanziato dai governi"
L'austerità porta recessione. Ma con debiti eccessivi i governi si consegnano alla finanza. Tocca alla politica scegliere come e quando ridurre il deficit
Il piano di salvataggio non è credibile perché impone troppi sacrifici alla Grecia. E un'attenta analisi svela che sono diversi i paesi in situazione simile
La Cina progetta una linea ferroviaria veloce Asia-Europa. Si apre un altro capitolo della globalizzazione, finora passata soprattutto per i porti
Se i timidi rimedi di Basilea 3 già terrorizzano le banche, come si farà a rafforzare edifici già semi-crollati? Le ipotesi in campo per ridurre i rischi del sistema
Le ricette in ballo: ridimensionare il settore finanziario, con una pluralità di strumenti coordinati. La questione fondamentale: quanto capitale devono avere le banche?
Spingere ancora la ripresa o rientrare dai deficit? E' questo il dilemma dei governi nazionali. Mentre gli economisti litigano sul da farsi
Draghi o Weber? Si scommette sul futuro presidente della Banca centrale europea, nel pieno della tempesta. Ma che cosa farà il nuovo presidente?
Bassa crescita e produttività, invecchiamento, deficit. Crescono i moniti a "non comportarsi come il Giappone". Un malato cronico senza cure finora efficaci
India e Cina scommettono su ricerca e high tech, mentre gli Stati Uniti faticano ad uscire dalla crisi e tagliano là dove un tempo si misurava il loro primato
Il governo statunitense avanza, finalmente, una linea più dura sulle banche. Ma l’esito finale dello scontro appare incerto. E manca il coordinamento internazionale
Il braccio di ferro tra dollaro e yuan ci porta dritti verso il disastro. I perché di una disputa a due che ignora il resto del mondo. E le vittime predestinate
Chiese piene attorno alla City. Ma non è una conversione. Le cronache dei misfatti intanto continuano. Il caso Goldman Sachs: superbonus e beneficienza
La palma dell'avvoltoio ai due fondi inglesi che hanno chiamato in giudizio la Liberia, l'oscar a Erika B., bancaria dei poveri. Le pagelle del secondo anno terribile
Un americano su 8 mangia grazie al "food stamp". Le contraddizioni degli Stati tra necessità e difficoltà di intervento, l'emergenza del debito, le timidezze politiche
Cresce l’integrazione tra i paesi del Sud. Nel mondo multipolare, è una strategia con molte probabilità di successo e parecchi ostacoli davanti a sé
Le proposte in campo sulla ristrutturazione del mondo bancario potrebbero regolare la finanza selvaggia. Ma il timore è che i governi frenino
Dalle banche? Dagli hedge funds? Dalle valute? O altrove? Mentre ci si interroga sul come e quando del prossimo choc, governo e banche sono presi in trappola
L'eredità della crisi/2: lo spostamento degli equilibri verso est, il nuovo interventismo pubblico. Che però non ha risorse né strumenti
L'eredità della crisi/1: disoccupazione in salita, governi in deficit, finanza sregolata. Analisi delle conseguenze economiche e finanziarie dello choc
Si oppongono a ogni riforma, mentre gli stati coprono i loro fallimenti. Come fare per impedire che le banche ci trascinino alla prossima crisi?
Più del crash mondiale colpisce la siccità. Le previsioni congiunturali sono buone, ma lo sviluppo resta legato al grande peso dell'agricoltura. E ai monsoni
Il petrolio brasiliano, il gas russo. Come le risorse naturali dei Bric cambiano l'asse energetico mondiale. Con numerose conseguenze
Le proposte in ballo, le intenzioni del governo Usa, quelle del G20. Le linee di intervento su banche e finanza, a un anno dal grande crollo. In attesa dei fatti concreti
Una miniera di rame in Afghanistan, un megaprestito alla Moldavia. Gli investimenti all'estero della Cina crescono, e spiazzano lo scacchiere internazionale
Invecchiamento della popolazione, debito pubblico, bassa produttività, servizi inefficienti, stagnazione prolungata: non è l'Italia, è il Giappone
Business as usual. Negli Usa nove banche, che hanno ricevuto 125 miliardi di dollari di aiuti pubblici, hanno versato 33 miliardi di dollari di premi nel 2008
"L'economia italiana nel nuovo millennio". Crescita, occupazione, produttività, distribuzione. Un libro di Saltari e Travaglini sugli antefatti della crisi
Mentre i governi di Usa ed Europa arrancano nella ri-regolazione, emerge un sistema finanziario ancorapeggiore di quello precedente alla crisi. E non si affronta il nodo principale: alle banche non manca la liquidità, ma il capitale
Il declino degli Stati Uniti evidenzia ancora di più la performance cinese e avvicina al pettine il nodo principale: il ruolo del dollaro nell'economia mondiale
Una crisi meno grave che altrove, diseguaglianze meno rilevanti, un modello economico che adesso diventa un riferimento. E un disagio sociale che esplode
Il governo tedesco si incarta in un rinvio pericoloso per la vicenda Opel, la Fiat cerca nuove strategie dopo Chrysler. Il risiko su quattro ruote è mondiale
Ripresa o stagnazione in vista? Una bussola per orientarsi nel grande mare dei numeri che arrivano. E che trovano troppe letture interessate
I vincoli manageriali e finanziari alla mega-Fiat. Perché i rischi dell’operazione Fiat-Chrysler-Opel-Vauxall-Saab appaiono più rilevanti dei suoi potenziali benefici
Un ruolo crescente sullo scacchiere politico-economico, con poca voglia di esercitarlo. E banche piene di guai. Il ristagno tedesco nella crisi economica e finanziaria europea
Stagnazione, crisi della domanda interna, denatalità, invecchiamento. Per l'Europa - e soprattutto per l'Italia - si profila un destino giapponese?
L'economia indiana ha resistito finora meglio di quella cinese. Ma un tasso di crescita "solo" del 5% avrebbe comunque un impatto sociale molto negativo
Segnali minimi e non univoci diffondono infondate speranze su una ripresa vecchio stile che - se pure arrivasse - non sarebbe finanziariamente sostenibile
Il bilancio del vertice G20 è del tutto insoddisfacente. Si è trovato un compromesso laddove era possibile, ma le soluzioni sono di gran lunga al di sotto dei problemi
Dal contribuente a Wall Street: tutti i difetti e i rischi del piano Geithner. Una versione particolare e ridotta dello schema della "bad bank"
Incertezze e scommesse dell'economia cinese: la ristrutturazione industriale, il piano di rilancio, fino alla proposta di una nuova moneta internazionale
Nel duopolio Cina-Usa spunta un'idea: prima far ripartire la macchina produttiva, poi cominciare ad aggiustarla. Così corriamo dritti verso il baratro
I posti di lavoro certi che si perdono nei settori tradizionali, quelli incerti che la spesa pubblica può attivare nei settori innovativi. Un bilancio ancora provvisorio
Adesso anche l'Europa ha i suoi subprime: l'esposizione delle sue banche oltre il confine orientale. Ma non corre ai ripari, e decide di non decidere
I capitali di cui dispone la Cina fanno gola al mondo occidentale in default. Ma gli investimenti cinesi all'estero adesso prendono altre strade
Stati Uniti, Giappone, Cina, Gran Bretagna, Germania e altri paesi stanno stanziando somme enormi contro la crisi. Ma i conti difficilmente torneranno
La rapida ascesa e la repentina caduta degli hedge fund e dei fondi di private equity. Come sono entrati in crisi, cosa possiamo farne adesso
Il buy american, le accuse allo yuan. Gli Usa stanno per dichiarare la guerra economica al mondo? E bloccare il made in China servirebbe davvero?
Le analogie con la crisi giapponese degli anni '90, le tentazioni della strada svedese: nazionalizzazione delle banche. Mentre Obama già è a corto di risorse
All'origine dei guai attuali c'è anche lo squilibrio profondo tra i paesi in deficit e quelli in surplus commerciale e finanziario. Si rivedono protezionismo e nazionalismo. Ma il "buy american" non è una soluzione. Soprattutto quando a comprare americano sono i cinesi, principali sottoscrittori del debito Usa
La crisi finanziaria letta sotto l'ottica del rischio: quello delle banche, che nessuno ha saputo governare, e quello degli individui, vittime designate
Le nostre nominations per l'errore finanziario del 2008: una bella gara, tra Paulson H., Trichet J. P., la banda Lehman etc., etc. Ma anche Greenspan A. (fuori concorso) e Tremonti G. (sezione Italia) non scherzano
“…Si può uscire da una crisi da indebitamento facendo dei nuovi debiti?..." (J. G. Fredet, 2008). Le cause strutturali del crack rendono difficile una via d'uscita
Finanza globale, interessi nazionali: nel mezzo, un'istituzione sbiadita e ancora legata al "Washington Consensus". Riuscirà il Fondo a ritrovare credibilità?
“… Le banche hanno prestato soldi come se non ci fosse un futuro, ma ora il futuro è arrivato"… (Iain Macwhirter, 2008). Qualche fatto e alcuni dati su quel che sta arrivando
Concentrazione delle banche, livello di indebitamento, squilibri tra Usa e Cina: come le "soluzioni" in atto pongono le premesse dei prossimi giganteschi problemi
ll paesaggio competitivo della finanza sta cambiando, le investment banks sono le grandi perdenti; come mai tali organizzazioni sono crollate?
I governi dovrebbero comprare quote delle banche invece della loro spazzatura. Una misura che ha avuto successo in Svezia, ma è scartata per motivi ideologici
La Camera dei Rappresentanti Usa ha respinto lunedì 29 settembre per 228 voti a 205 il piano di salvataggio da 700 miliardi di dollari. Entrambi i partiti si sono divisi tra spinte contrastanti: da una parte il patriottismo in un momento critico del paese e dall’altro la rappresentanza dei veri interessi degli elettori. Giovedì, controprova con un piano modificato. Mentre la crisi si allarga nel mondo
Un patto che chiude un'aspra lotta nel capitalismo italiano e apre nuovi rapporti con la politica. Gli aspetti tecnici, le strategie, gli appetiti di S. Berlusconi
L'andamento della povertà nel mondo: le nuove misure della Banca Mondiale e di altre istituzioni internazionali apportano modifiche importanti. E peggiorano il quadro
La regolamentazione del sistema finanziario e i rapporti tra le banche dopo il ciclone partito dalla crisi dei mutui subprime negli Stati Uniti
I paesi emergenti riusciranno a tenersi al riparo dalla tempesta finanziaria? Un'analisi del distacco di Cina e India dal contagio mondiale